L’inquinamento marittimo
Le cause dell’inquinamento marittimo sono da intendersi sia in scala locale che globale, in quanto gli scarichi non depurati e l’abusivismo imbrattano le coste e le spiagge, mentre le navi cariche di merci inquinano a largo e producono enormi quantità di CO2.
Trasporti intercontinentali via nave
La circolazione delle merci a livello globale si serve del trasporto marittimo attraverso container caricati su grosse navi. Il problema principale è che queste, per ragioni legate a fattori economici, sono sempre le stesse ormai da decenni e, trattandosi di vecchi mezzi, essi non sono provvisti delle più recenti tecnologie in campo di risparmio energetico e basso impatto ambientale. Purtroppo per la nautica mercantile non esistono ancora leggi mirate in merito, così il grande consumo di nafta provocato dai vecchi impianti, considerando la mole giornaliera dei traffici commerciali marittimi, immette nell’atmosfera quantità enormi di CO2. Tuttavia alcuni studi hanno rilevato il problema e sensibilizzato i governi verso una maggiore regolamentazione.
Alcune risoluzioni in merito
Poiché negli ultimi 15 anni il trasporto delle merci via nave si è intensificato e alcune statistiche lasciano supporre che la situazione non cambierà in futuro, gli Stati Uniti e la Comunità Europea hanno ritenuto opportuno fare alcune pressioni sull’organizzazione internazionale che si occupa dei traffici marittimi (IMO) per ottenere una regolamentazione efficace. Il principale obiettivo è la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera, attuabile tramite un rinnovamento dei mezzi di trasporto e una revisione dei percorsi delle navi.
L’importanza di intervenire tempestivamente
Oltre al problema prettamente ambientale che concerne l’inquinamento, il surriscaldamento globale e la vita degli animali marini, studi statunitensi e danesi hanno rilevato un effettivo danno anche per la salute umana, contando migliaia di vittime direttamente legate a questo fenomeno. Si è proposto quindi di creare delle zone in cui la navigazione sia sottoposta a rigidi standard di basso impatto ambientale: negli USA esistono già e la Comunità Europea ha intenzione di istituirne almeno due entro il 2015. Anche se queste risoluzioni sono ancora insufficienti è comunque un inizio che pone basi positive per un maggiore impegno futuro.
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