Durante il consiglio straordinario di Lisbona (2000), i capi di governo degli Stati dell’Unione Europea si sono riuniti per decidere strategie comuni di sviluppo economico in una prospettiva ecosostenibile, tra cui anche un piano per lo sfruttamento delle risorse marittime.
Strategie per uno sfruttamento consapevole del mare
La Comunità Europea raccoglie molto paesi dalle antiche tradizioni marinare e ancora oggi gran parte dell’economia è incentrata sui trasporti navali, la pesca e il turismo sulle coste. Dopo una serie di analisi, nel 2006, in Commissione Europea è stato presentato il “libro verde”, ovvero una serie di proponimenti per migliorare la qualità dello sfruttamento del mare e delle coste. Il libro verde si inserisce nel contesto dei trattati di Lisbona ponendo l’attenzione sul contesto specifico della politica marittima europea. Le idee principali si possono riassumere nel maggiore rispetto dell’ambiente marino, attraverso una pesca meno invasiva, e nella salvaguardia del territorio costiero, con l’impiego di nuove tecnologie per ridurre l’inquinamento da parte delle navi. Si tratta di una politica lungimirante che mira a tutelare il benessere e la salute degli abitanti delle zone costiere, ma anche la bellezza delle spiagge e non ultima la conservazione di alcune specie di pesci che rischiano l’estinzione.
Economia ecosostenibile
Il rispetto della natura tramite l’utilizzo di nuove tecnologie non è solo un lodevole impegno ambientalista, ma è anche un’occasione straordinaria di sviluppo economico e di impulso al mondo del lavoro in una prospettiva di eccellenza tutta europea. Le indicazioni del libro verde sono delle linee guida che vanno a toccare i temi del trasporto marittimo mercantile, del settore turistico e della pesca. Di fronte all’accertamento di alcune problematiche che minacciano l’integrità del mare come risorsa ambientale ed economica, vengono proposte alcune soluzioni basate principalmente sulla consapevolezza, l’eccellenza e l’innovazione. L’inquinamento e l’eccessivo sfruttamento della pesca impoveriscono le coste e i fondali marini, si impongono quindi delle limitazioni alla cattura di alcune specie e l’applicazione di tecniche di costruzione navale in grado di diminuire l’inquinamento. Fra gli altri argomenti trattati c’è anche il problema degli incidenti in mare, per evitare i quali vengono imposti maggiori parametri di sicurezza.
Immagine: Harald Bolten – Fotolia