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	<title>Via Mare</title>
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	<description>Acque da navigare e difendere</description>
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		<title>Alla scoperta della Costa Smeralda e delle sue bellezze</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Sep 2012 12:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[costa semeralda]]></category>
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		<description><![CDATA[La Costa Smeralda è considerata in assoluto una delle più belle zone della Sardegna, se non addirittura di tutto il Mediterraneo. Il mare è infatti cristallino e assume tutte le tonalità del blu e dell’azzurro, mentre le spiagge di sabbia chiara alternate a calette rappresentano per chiunque un richiamo irresistibile a tuffarsi. La zona della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Alla scoperta della Costa Smeralda e delle sue bellezze" href="http://www.sardegnaturismo.it/it/temi/mare" target="_blank">La Costa Smeralda</a> è considerata in assoluto una delle più belle zone della Sardegna, se non addirittura di tutto il Mediterraneo. Il mare è infatti cristallino e assume tutte le tonalità del blu e dell’azzurro, mentre le spiagge di sabbia chiara alternate a calette rappresentano per chiunque un richiamo irresistibile a tuffarsi.</strong><span id="more-125"></span></p>
<h2>La zona della Costa Smeralda</h2>
<p>Il territorio che fa parte della Costa Smeralda si trova nella provincia di Olbia-Tempio, e si estende per una cinquantina di chilometri di lunghezza. Qui vi sono lunghe spiagge, insenature e piccole cale, e se ciò non bastasse il visitatore può anche scegliere di visitare una delle tante isole che si trovano poco al largo, come ad esempio l’arcipelago della Maddalena. Il vero e proprio baricentro della Costa Smeralda è la località di Porto Cervo, famosa in tutto il mondo per essere frequentata da personaggi importanti dello spettacolo e della politica. Alcune tra le spiagge più belle di tutta la zona si trovano presso Cala di Volpe, e da visitare è anche la splendida baia di Porto Rotondo.</p>
<h2>L’entroterra della Costa Smeralda</h2>
<p>Anche se la stragrande maggioranza delle persone che scelgono la Costa Smeralda come meta delle proprie vacanze lo fa per via del suo splendido mare, vi sono molti motivi per visitare l’entroterra di questa zona. Anche se l’agricoltura e la pastorizia vengono ormai abbandonate ad un ritmo inarrestabile, nell’entroterra della Costa Smeralda si possono ancora trovare numerose aziende presso le quali acquistare squisiti prodotti locali. Come ad esempio il miele, i dolci tipici a base di pasta di mandorle, gli insaccati oppure l’ottimo Vermentino di Gallura DOC.</p>
<h2>Sulle strade della Costa Smeralda con l’autonoleggio</h2>
<p>Anche se molte persone scelgono di visitare la Costa Smeralda traghettando la propria auto, c’è anche chi preferisce guadagnare tempo sugli spostamenti arrivando in Sardegna in aereo. In questo caso affittare un veicolo è indispensabile, e<a title="Alla scoperta della costa smeralda e delle sue bellezze" href="http://www.autonoleggio-online.it/italia/aeroporto/olbia-costa-smeralda-aeroporto_olb.aspx" target="_blank"> </a>l’alternativa migliore è <a title="Alla scoperta della Costa Smeralda e delle sue bellezze" href="http://www.autonoleggio-online.it/italia/aeroporto/olbia-costa-smeralda-aeroporto_olb.aspx" target="_blank">ricorrere al noleggio auto a Olbia aeroporto</a>. Questo scalo è infatti situato a poca distanza dalla Costa Smeralda, ed al suo interno si possono trovare diverse agenzie. È bene sempre prenotare con un certo anticipo il proprio noleggio auto Olbia aeroporto, soprattutto in alta stagione.</p>
<p>immagine: lunglung &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Un mare di leggi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 17:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Legislazione sui passeggeri e sul personale marittimo]]></category>
		<category><![CDATA[normativa internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto di merci]]></category>
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		<description><![CDATA[La legislazione in materia di trasporto marittimo è una normativa comunitaria, perciò le norme sono applicate da tutti paesi dell’Unione Europea che ratificano le convenzioni stipulate a livello comunitario. Lo scopo finale di questi trattati e di queste convenzioni mira a rendere sempre più libera la circolazione nei tratti di mare appartenenti all’UE. Inoltre, è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La legislazione in materia di trasporto marittimo è una normativa comunitaria, perciò le norme sono applicate da tutti paesi dell’Unione Europea che ratificano le convenzioni stipulate a livello comunitario. Lo scopo finale di questi trattati e di queste convenzioni mira a rendere sempre più libera la circolazione nei tratti di mare appartenenti all’UE. Inoltre, è vigente una normativa internazionale. La normativa si divide in diversi campi inerenti il trasporto di merci o persone, la sicurezza e il personale marittimo.</strong><span id="more-79"></span></p>
<h2>La normativa sul trasporto di merci</h2>
<p>Parte della normativa sul trasporto di merci è dedicata al tema importante della sicurezza. A tal proposito, la legge prevede, ad esempio, delle disposizioni particolari per il trasporto alla rinfusa di carichi solidi: oltre al rispetto di alcune prescrizioni da parte dei responsabili del carico, le autorità preposte devono valutare l’idoneità della nave adibita al trasporto, valutando ad esempio le attrezzature di bordo. Alcune norme, invece, regolano le modalità di imballaggio delle merci, soprattutto per quanto riguarda i materiali pericolosi.</p>
<h2>La legislazione sui passeggeri e sul personale marittimo</h2>
<p>Anche in questo caso, la sicurezza è molto importante: una parte della normativa è dedicata al personale marittimo, mentre le disposizioni nei confronti dei passeggeri sono diverse. Le norme sul personale sono di grande importanza, in quanto negli ultimi anni si sono susseguiti numerosi incidenti sul lavoro; a tal proposito, è stata migliorata la legislazione riguardante la messa in sicurezza dei dispositivi di salvataggio, il cui malfunzionamento ha spesso messo in pericolo il personale marittimo, quello di soccorso e ovviamente anche gli eventuali passeggeri. Per quanto concerne il personale, la normativa comunitaria prevede che esso abbia un grado minimo di formazione, che permetta di raggiungere gli standard prefissati per l’addestramento, i titoli professionali e il servizio di guardia dei naviganti. Le norme volte alla tutela dei passeggeri riguardano, principalmente, la messa in sicurezza dei traghetti e delle altre navi destinate al trasporto di persone. A tal proposito, una direttiva dell’Unione Europea impone la registrazione delle persone a bordo, al fine di tenere monitorato il numero di passeggeri e agevolare in questo modo gli interventi di salvataggio.</p>
<p>Copyright: Binkski &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Impiego delle navi nel settore turistico: le navi da crociera</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 19:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo Marittimo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il settore turistico offre, tra le sue attrazioni, anche la navigazione sul mare, sul lago e lungo i fiumi. Ogni anno sono numerosi i turisti che attraversano mari, laghi e fiumi a bordo di traghetti, motoscafi e yacht. Tra i vari mezzi di navigazione, le navi crociera sono in continua crescita e sembrano non avere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il settore turistico offre, tra le sue attrazioni, anche la navigazione sul mare, sul lago e lungo i fiumi. Ogni anno sono numerosi i turisti che attraversano mari, laghi e fiumi a bordo di traghetti, motoscafi e yacht. Tra i vari mezzi di navigazione, le navi crociera sono in continua crescita e sembrano non avere risentito più di tanto delle crisi di settore.</strong><span id="more-74"></span></p>
<h2>Cosa offre una nave fa crociera</h2>
<p>Se solitamente la nave è un mero mezzo che trasporta il turista da una meta ad un’altra, nel caso della crociera, il percorso in nave è il viaggio stesso. Sono previsti scali anche durante le crociere, ma queste offrono servizi e intrattenimenti al pari di un villaggio vacanze. Il soggiorno su una nave da crociera dura da un minimo di una ad un massimo di quattro settimane, durante le quali il passeggero può usufruire di numerose comodità ed infinite attività. Infatti, ormai, su queste navi si trovano saloni di bellezza, discoteche, teatri, sale da gioco, palestre, negozi, sale da ballo, nonché bar, ristoranti e altre attività commerciali. In questo modo, il turista passa quasi tutta la giornata a bordo della nave; tuttavia, di solito, sono in programma scali in località di interesse culturale e turistico. Comunque tutto ciò che viene organizzato sulle navi da crociera è finalizzato al relax del passeggero, perciò esso può trovare tutto quello che desidera a bordo. La crociera tipica attraversa il mare, ma sono diffuse anche le crociere lungo i fiumi, quali ad esempio il Nilo, la Loira e il Danubio. In Italia viene fornito un servizio di nave da crociera sul fiume Po, nella tratta Venezia &#8211; Cremona. Negli ultimi anni, si stanno diffondendo, inoltre, le crociere last minute e quelle low cost.</p>
<h2>Le principali compagnie di navi da crociera</h2>
<p>Le principali compagnie operanti nel settore delle navi da crociera sono: la Royal Caribbean, la MSC Crociere e la Costacrociere, le cui destinazioni sono sparse per il mondo.<br />
Queste compagnie offrono un’ampia gamma di navi da crociera per venire incontro a tutti i gusti e a tutte le tasche.</p>
<p>Illustrazione: Flying-Tiger &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Gruppo Lauro</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 11:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Gruppo Lauro è una holding finanziaria specializzata nel settore del trasporto marittimo con motonavi, catamarani e aliscafi lungo le coste della Campania e nel bacino del Mediterraneo; inoltre fornisce un servizio di noleggio di yacht. Il gruppo si occupa inoltre di turismo, comunicazione e innovazione. Per venire incontro alla clientela e nel rispetto di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Gruppo Lauro è una holding finanziaria specializzata nel settore del trasporto marittimo con motonavi, catamarani e aliscafi lungo le coste della Campania e nel bacino del Mediterraneo; inoltre fornisce un servizio di noleggio di yacht. Il gruppo si occupa inoltre di turismo, comunicazione e innovazione. Per venire incontro alla clientela e nel rispetto di essa, la holding Lauro si è dotata di un codice etico e di una carta dei servizi.</strong><br />
<br /></br><span id="more-67"></span></p>
<h2>La nascita del Gruppo Lauro</h2>
<p>Il Gruppo Lauro fu fondato a Ischia nel 1944 dal commendatore Agostino Lauro: furono proprio le opportunità offerte dal porto dell’isola di Ischia a spingere Agostino Lauro a mettere in piedi un’impresa di trasporto marittimo; ciò che spinse inizialmente il commendatore fu la volontà di collegare agevolmente Ischia alla terraferma, in quanto prima di allora i collegamenti tra l’isola e il territorio campano non erano particolarmente sviluppati. La capostipite dell’odierna flotta fu la “Freccia del golfo”; la struttura armatoriale si è con gli anni ampliata attraverso l’acquisizione e la fondazione di nuove società, l’allargamento della base azionaria e l’espansione dei collegamenti nell’intero bacino del Mediterraneo.</p>
<h2>La holding Lauro</h2>
<p>La holding del Gruppo Lauro comprende numerose società, quasi tutte attive nel settore del trasporto marittimo e del turismo: Alilauro, Alilauro Gruson, Alicost, Arcipelago Campano, Capitan Morgan, Relais Corte degli Aragonesi, Giuffré &#038; Lauro, Herculaneum Opportunities, Hotel la Bagatella, Lauro Shipping, Cantieri Marintecnica, Multi Service Group, Pointel Communication, Sea Shuttle, Sonesta Viaggi, Terminal Napoli e Volaviamare. Oltre alla proprietà di queste società, la holding ha stretto delle alleanze con altre società e imprese, tra cui l’Alimar SRL e alcuni istituti bancari. Le destinazioni principali della flotta Lauro sono le località delle coste e delle isole campane, come Napoli, Ischia, Capri, Amalfi e altre. Nella stagione estiva, sono attivi anche i collegamenti con le isole Pontine e con le Eolie. Il servizio marittimo è poi potenziato dall’integrazione col trasporto via terra, infatti il Gruppo Lauro ha instaurato delle collaborazioni con le Ferrovie dello Stato e con Alitalia, proponendo biglietti integrati e trasporti veloci che collegano i porti alle stazioni ferroviarie e agli aeroporti; inoltre sono previsti bus navetta e altri trasporti pubblici.</p>
<p>Foto: Stefan Lenz 2007 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Politica marittima integrata dell’UE</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2006, nell’ambito delle proposizioni di Lisbona riguardo le politiche comunitarie (2000), è stato affrontato il problema dello sfruttamento delle risorse marine e costiere, giungendo nel 2007 alla decisione di adoperare delle scelte comuni che affrontino la faccenda in tutti i suoi aspetti. Il perché di una politica “integrata” Anche in precedenza esistevano delle regolamentazioni [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel 2006, nell’ambito delle proposizioni di Lisbona riguardo le politiche comunitarie (2000), è stato affrontato il problema dello sfruttamento delle risorse marine e costiere, giungendo nel 2007 alla decisione di adoperare delle scelte comuni che affrontino la faccenda in tutti i suoi aspetti.</strong><span id="more-62"></span></p>
<h2>Il perché di una politica “integrata”</h2>
<p>Anche in precedenza esistevano delle regolamentazioni in merito alle politiche marittime, ma i diversi ambiti dello sfruttamento del mare venivano trattati separatamente, creando dei problemi nel coordinamento delle operazioni. L’analisi dell’inquinamento delle acque, della diminuzione della biodiversità, della situazione della popolazione costiera, hanno reso necessario un nuovo regolamento che rivedesse i precedenti in una prospettiva più globale e meno settoriale. Le nuove direttive sono fortemente imperniate sul progresso scientifico, viene dato maggior valore alla tecnologia e alla professionalità di equipaggi specializzati, per un rilancio dell’economia europea in una prospettiva di eccellenza ed ecosostenibilità. È stata creata per questo una rete per la sorveglianza marittima, incaricata di verificare l’applicazione di tali norme nelle acque della UE.</p>
<h2>Uno sviluppo ecosostenibile</h2>
<p>La politica integrata nasce in risposta alla presentazione del “Libro verde” in commissione nel 2006: in questo testo venivano messe in rilievo alcune criticità dello sfruttamento dei mari e delle coste, sottolineando la necessità di elaborare una serie di provvedimenti abbastanza lungimiranti da poter garantire un costante miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti delle località marittime, la conservazione di specie a rischio di estinzione e un minore inquinamento ambientale in genere. Per tutte queste ragioni si è trovato opportuno limitare la pesca di alcune specie e richiedere un maggiore impiego di forze nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per la costruzione di navi meno inquinanti. Le proposizioni della politica integrata sono state rese via via operative tramite decreti approvati nel 2008 e nel 2009, che sono poi stati perfezionati nel 2009 e nel 2010. Lo scopo è di rendere efficaci le leggi marittime per ottenere concreti miglioramenti entro il 2020. Con uno sforzo in più l’UE si propone di aiutare anche i paesi in via di sviluppo ad attuare regolamentazioni simili per far fronte al problema ambientale su più larga scala.</p>
<p>Illustrazione: finecki &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Politica marittima europea</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 10:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante il consiglio straordinario di Lisbona (2000), i capi di governo degli Stati dell’Unione Europea si sono riuniti per decidere strategie comuni di sviluppo economico in una prospettiva ecosostenibile, tra cui anche un piano per lo sfruttamento delle risorse marittime. Strategie per uno sfruttamento consapevole del mare La Comunità Europea raccoglie molto paesi dalle antiche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Durante il consiglio straordinario di Lisbona (2000), i capi di governo degli Stati dell’Unione Europea si sono riuniti per decidere strategie comuni di sviluppo economico in una prospettiva ecosostenibile, tra cui anche un piano per lo sfruttamento delle risorse marittime.</strong><span id="more-59"></span></p>
<h2>Strategie per uno sfruttamento consapevole del mare</h2>
<p>La Comunità Europea raccoglie molto paesi dalle antiche tradizioni marinare e ancora oggi gran parte dell’economia è incentrata sui trasporti navali, la pesca e il turismo sulle coste. Dopo una serie di analisi, nel 2006, in Commissione Europea è stato presentato il “libro verde”, ovvero una serie di proponimenti per migliorare la qualità dello sfruttamento del mare e delle coste. Il libro verde si inserisce nel contesto dei trattati di Lisbona ponendo l’attenzione sul contesto specifico della politica marittima europea. Le idee principali si possono riassumere nel maggiore rispetto dell’ambiente marino, attraverso una pesca meno invasiva, e nella salvaguardia del territorio costiero, con l’impiego di nuove tecnologie per ridurre l’inquinamento da parte delle navi. Si tratta di una politica lungimirante che mira a tutelare il benessere e la salute degli abitanti delle zone costiere, ma anche la bellezza delle spiagge e non ultima la conservazione di alcune specie di pesci che rischiano l’estinzione.</p>
<h2>Economia ecosostenibile</h2>
<p>Il rispetto della natura tramite l’utilizzo di nuove tecnologie non è solo un lodevole impegno ambientalista, ma è anche un’occasione straordinaria di sviluppo economico e di impulso al mondo del lavoro in una prospettiva di eccellenza tutta europea. Le indicazioni del libro verde sono delle linee guida che vanno a toccare i temi del trasporto marittimo mercantile, del settore turistico e della pesca. Di fronte all’accertamento di alcune problematiche che minacciano l’integrità del mare come risorsa ambientale ed economica, vengono proposte alcune soluzioni basate principalmente sulla consapevolezza, l’eccellenza e l’innovazione. L’inquinamento e l’eccessivo sfruttamento della pesca impoveriscono le coste e i fondali marini, si impongono quindi delle limitazioni alla cattura di alcune specie e l’applicazione di tecniche di costruzione navale in grado di diminuire l’inquinamento. Fra gli altri argomenti trattati c’è anche il problema degli incidenti in mare, per evitare i quali vengono imposti maggiori parametri di sicurezza.</p>
<p>Immagine: Harald Bolten &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La Federazione italiana trasporti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 09:51:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporto navale]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[ETF]]></category>
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		<category><![CDATA[FIT]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Solitamente abbreviata con la sigla FIT, è un’organizzazione che si occupa della gestione dei mezzi di trasporto in Italia; aderente al sindacato CISL, fa inoltre riferimento alla federazione di trasporto europea (ETF) e mondiale (ITF). Il ruolo della FIT La Federazione Italiana Trasporti si occupa di gestire e coadiuvare l’azione delle aziende statali e locali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Solitamente abbreviata con la sigla FIT, è un’organizzazione che si occupa della gestione dei mezzi di trasporto in Italia; aderente al sindacato CISL, fa inoltre riferimento alla federazione di trasporto europea (ETF) e mondiale (ITF).</strong><span id="more-54"></span></p>
<h2>Il ruolo della FIT</h2>
<p>La Federazione Italiana Trasporti si occupa di gestire e coadiuvare l’azione delle aziende statali e locali di trasporto e di regolare i termini dei contratti lavorativi degli operatori a tutti i livelli. Fanno capo alla FIT, ad esempio, sia le Ferrovie dello Stato che le aziende locali, su cui intervengono i vari rami regionali della federazione. Allo stesso modo l’organizzazione coinvolge ogni tipo di trasporto che avvenga su suolo nazionale: gestione delle autostrade, trasporti marittimi e aerei, ferrovie, ma anche servizi ambientali ad essi connessi. La FIT quindi è sia un organo di rappresentanza generale che un punto di riferimento comune  per gli operatori del settore, si occupa infatti anche di attività sindacali, di contributi, formazione ed eventuale proclamazione di scioperi. La Federazione ha delle regole e un suo proprio statuto a cui sono sottoposti tutti i lavoratori, ma anche gli accordi con le aziende del trasporto locale.</p>
<h2>Accordi internazionali</h2>
<p>Però per il trasporto aereo e navale si rendono necessari ulteriori accordi, di cui si occupa un apposito dipartimento della FIT. Innanzitutto esistono dei decreti europei imprescindibili in merito ai trasporti: in quanto parte dell’Unione Europea anche l’Italia è tenuta a rispettare le normative comunitarie e i responsabili dei rapporti internazionali della federazione italiana devono accertarne l’effettiva applicazione. Ci sono poi ulteriori accordi internazionali, soprattutto nell’ambito del trasporto navale: questi sono perlopiù incentrati sulle rotte commerciali e sul comune intento di riduzione dell’inquinamento prodotto dalle navi.  Ma lo scopo di questi accordi è anche quello di tutelare i lavoratori di tutto il mondo contro gli effetti di ingiustizia sociale talvolta provocati dalla globalizzazione. Tuttavia anche le autostrade, i trafori e le infrastrutture che implicano un attraversamento dei confini nazionali, devono essere in linea con gli standard stabiliti dalle commissioni internazionali. Quindi l’impegno della FIT viene svolto a livello locale, nazionale e internazionale, come organo di rappresentanza e al contempo di gestione.</p>
<p>Copyright: Matthias Krttgen &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I mutamenti climatici sulle rotte artiche</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 14:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutela delle acque]]></category>
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		<description><![CDATA[La consapevolezza che l’effetto serra stia diminuendo la superficie dei ghiacci sulla Terra non è cosa nuova, ma alla prospettiva di grandi cambiamenti climatici si unisce ora anche quella di nuove rotte commerciali per le navi. Il passaggio a nord-ovest e a nord-est Il passaggio a nord-ovest è una rotta situata a nord del Canada, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> La consapevolezza che l’effetto serra stia diminuendo la superficie dei ghiacci sulla Terra non è cosa nuova, ma alla prospettiva di grandi cambiamenti climatici si unisce ora anche quella di nuove rotte commerciali per le navi.</strong><span id="more-14"></span></p>
<h2>Il passaggio a nord-ovest e a nord-est</h2>
<p>Il passaggio a nord-ovest è una rotta situata a nord del Canada, fra i ghiacci artici, che mette in comunicazione l’Oceano Atlantico e il Pacifico quando il clima si mitiga e avviene una sorta di disgelo che permette il passaggio delle imbarcazioni. Il passaggio a nord-est è un’altra rotta artica che passa invece per lo stretto di Bering e connette il Mare del Nord con l’Oceano Pacifico. Entrambi i passaggi sono strategicamente importanti per il trasporto navale di merci tra Stati Uniti, Europa ed Asia.</p>
<h2>Effetto dei mutamenti climatici sulle rotte artiche</h2>
<p>Tra il 2007 e il 2008 entrambi i passaggi a nord-ovest e a nord-est sono diventati praticabili senza l’impiego di navi apposite per via dello scioglimento naturale dei ghiacci. Questo fenomeno ha consentito di percorrere entrambi i passaggi  tutto l’anno. Allo stato attuale delle cose è ormai possibile raggiungere il Giappone dalla Gran Bretagna con estrema facilità passando lo stretto di Bering, una via che un tempo, anche nei periodi di disgelo, era talmente ostile da costringere le flotte e lunghe circumnavigazioni. Questo cambiamento potrebbe portare a una vera rivoluzione delle rotte marittime, spostando il punto di riferimento dai canali di Panama e Suez allo stretto di Bering. La via del nord si attesta infatti come la più breve.</p>
<h2>Conseguenze</h2>
<p>Oltre allo spostamento delle rotte commerciali, la concentrazione dei traffici in zona artica implica un grande rischio di inquinamento dell’aria e delle acque delle aree circostanti. L’apertura del passaggio a nord-est comporta una velocizzazione degli scambi commerciali tra Europa e Asia, tuttavia il rischio ambientale e la necessità di revisionare le rotte internazionali sono problemi che richiedono provvedimenti seri e una ferrea regolamentazione. Uno sfruttamento indiscriminato della situazione potrebbe provocare stravolgimenti ambientali ed economici a livello globale.</p>
<p>Foto: V. Yakobchuk di Fotolia</p>
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		<title>Trasporto Navale in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 14:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporto navale]]></category>
		<category><![CDATA[Carozze]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie]]></category>
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		<category><![CDATA[Trasporto Commerciale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il trasporto di merci tramite nave è quello più sfruttato a livello internazionale e l’Italia non fa eccezione, viene supportato da traffici aerei e via terra che consentono ai prodotti di giungere ovunque tramite la coordinazione di questi mezzi. Trasporto commerciale via nave Questo sistema consente di trasportare grandi quantità di merci a basso costo, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il trasporto di merci tramite nave è quello più sfruttato a livello internazionale e l’Italia non fa eccezione, viene supportato da traffici aerei e via terra che consentono ai prodotti di giungere ovunque tramite la coordinazione di questi mezzi.</strong><span id="more-48"></span></p>
<h2>Trasporto commerciale via nave</h2>
<p>Questo sistema consente di trasportare grandi quantità di merci a basso costo, stipando gli imballi in container disposti in ordine sulle navi mercantili. Quando una nave giunge in Italia da un paese esterno all’Unione Europea i container vengono sottoposti a controlli doganali a campione, fatte le dovute verifiche le merci sdoganate vengono inviate a destinazione via treno o tir. Per questo non è raro vedere qualche container nel deposito di una stazione o caricato su un treno merci. Il trasporto via nave è più lento delle spedizioni aeree, tuttavia dei due è il più conveniente mentre l’altro si adatta meglio  a carichi meno ingombranti, è infatti più caro e si presta bene per traffici in quantitativi ridotti.</p>
<h2>Panorama navale italiano</h2>
<p>Il trasporto via nave viene considerato come uno strumento strategico per lo sviluppo dell’industria e del commercio in Italia. La quantità di merci trasportate in questo modo è aumentata molto negli ultimi anni, inoltre negli anni ’90 si è provveduto all’ampliamento delle flotte col risultato che l’Italia dispone attualmente di un grande apparato di navi in buone condizioni e aggiornate alle tecnologie più recenti. Ma questo tipo di trasporto non comprende solo le merci più comuni, include anche gas, petrolio e prodotti chimici destinati all’industria.</p>
<h2>Trasporto passeggeri</h2>
<p>Le navi in Italia non trasportano solo merci, ci sono infatti servizi di linea costanti che permettono di collegare le isole con il resto del Paese. Le Ferrovie dello Stato hanno dei propri traghetti per effettuare il passaggio delle carrozze dei treni da una costa all’altra (come sullo Stretto di Messina), mentre altre ditte private garantiscono il trasporto di passeggeri che viaggiano con la propria auto. Tuttavia su alcune isole troppo piccole non è possibile portare automezzi e anche le navi per i passeggeri possono essere di dimensioni ridotte.</p>
<p>Immagine: Horst Schmidt &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Motori navali: uso privato, commerciale o militare</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 14:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Captain85</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporto navale]]></category>
		<category><![CDATA[Militare]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Privato]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto di merci]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto di passeggeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo delle imbarcazioni può essere sommariamente suddiviso in motore e vela, tuttavia anche questo ultimo tipo di natanti all’occorrenza sfrutta un motore in caso di emergenza o manovre all’interno del porto. Tipi e usi di navi a motore Queste imbarcazioni possono essere destinate a uso privato, commerciale o militare. Il motore varia per tipo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo delle imbarcazioni può essere sommariamente suddiviso in motore e vela, tuttavia anche questo ultimo tipo di natanti all’occorrenza sfrutta un motore in caso di emergenza o manovre all’interno del porto.</strong><span id="more-41"></span></p>
<h2>Tipi e usi di navi a motore</h2>
<p>Queste imbarcazioni possono essere destinate a uso privato, commerciale o militare. Il motore varia per tipo e dimensione a seconda del caso, tuttavia le navi civili generalmente hanno un motore diesel che impiega la nafta come carburante. Le navi più grandi sono quelle utilizzate a scopo commerciale (per il trasporto di passeggeri o merci): rientrano in questa categoria i traghetti, le navi da crociera e da carico, i portacontainer. Data la loro dimensione queste imbarcazioni hanno enormi motori collegati a grandi eliche in modo da permettere la navigazione a mezzi tanto ingenti.</p>
<h2>Il carburante usato</h2>
<p>Per le navi viene utilizzata una miscela più grezza rispetto al normale, meno cara ma certamente più inquinante, per questo molto spesso in fase di avvicinamento al porto, è fatto obbligo di utilizzare prodotti meno dannosi. Tuttavia sulle navi di più recente costruzione il problema ambientale viene in grossa parte arginato in quanto i motori delle turbine vengono alimentati con energia elettrica, generata da una quantità ridotta di carburante. Il motore elettrico è anche più silenzioso e ben si adatta ai contesti del trasporto di passeggeri, soprattutto sulle navi da crociera.</p>
<h2>Polemiche e nuove tecnologie</h2>
<p>Proprio le navi da crociera sono fra le più discusse per quanto riguarda l’inquinamento ambientale poiché i motori non vengono mai spenti tutti insieme. Infatti una nave da crociera tiene continuamente alcuni dei motori accesi, anche in fase di sosta, per garantire l’attività di tutti i servizi a bordo, quindi il suo potenziale inquinante è altissimo. Anche in questo caso le compagnie più virtuose possono rivolgersi alle nuove tecnologie. Come si è già detto i motori elettrici già consentono di ridurre in parte le emissioni di gas nocivi in mare e nell’atmosfera, ma con sistemi più efficienti e a basso consumo è possibile un ulteriore risparmio senza alcun calo di rendimento nelle prestazioni.</p>
<p>Foto: mispahn &#8211; Fotolia</p>
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